E’ arrivata la primavera e dopo un inverno ricco di eventi “made in Italy” che avete trovato su queste pagine abbiamo deciso di farci un giretto in Europa. Siamo sempre in cerca di nuove sonorità, di nuovi trends. Di nuove idee. Questa volta siamo stati nella capitale del Regno Unito per capire cosa succede lungo le acque del Tamigi, dietro la scena dei club, tra warehouses e desert boots, sempre foriera di novità interessanti. E di nomi promettenti. “London calling”, dicevano i Clash. Che cosa rispondiamo?
FANNY GAMES: QUESTO ORMAI NON E’ PIU’ UN GIOCO
Ci sono tante storie che iniziano come un gioco, soprattutto quando si tratta di musica.
Ma come dice il proverbio: il gioco è bello quando dura poco ed infatti James e Lapo, in arte “Fanny Games”, hanno subito capito che stavano facendo sul serio. Italiani residenti a Londra, (il primo di Arezzo, il secondo di Perugia) quando si incontrano nel 2009 capiscono che quella sintonia musicale non può essere solo un gioco.
Il battesimo ufficiale di “Fanny Games” avviene con “Think”, il remix di Aretha Franklin. Il singolo esce con l’etichetta discografica belga “Dopefish” ed è subito un successo.
Nel 2011 pubblicano due remix per l’etichetta discografica “E.M.I.”: uno è “Il Tirannosauro” dei “Useless Wooden Toys” e l’altro è “Londra” della band “Le Strisce” e sempre nel 2011 fanno una featuring con la band francese “Megasushi” con il pezzo A.L.I.E.N,Di recente uscita (29 marzo) il remix di “Drink to me” dei “Future days”, in stile disco-electro, per la compilation “10 years of Unhipness” in occasione dei 10 anni dell’etichetta bolognese, ed in esclusiva per i lettori del magazine XL per tutto il mese di Aprile.
Quasi due anni di Dj Set e Live Set… l’ultimo proprio domani, venerdì 13 aprile, insieme a Phonat, The Young Punx e Louise La Roche, per la serata di “Human Error” (famosa alternative electronic night) al 93 Feet East a Brick Lane.
E ovviamente progetti per il futuro: verso i primi di maggio uscirà il loro nuovo singolo dal titolo “In the club (On the street)” che includerà alcuni dei remixer più “cool” in circolazione. Insomma, tanta carne al fuoco. Per questo abbiamo deciso di incontrarli a Londra, a Bethnal
Green, nel loro habitat naturale, quell’ East Side londinese che è diventata la loro seconda casa.
Prima domanda, un po’ ovvia ma necessaria: Che cos’è Fanny Games?
J: Fanny games non è solo una produzione dance, ma un progetto musicale che esprime la contaminazione tra disco e elettronica e suoni live. Il nostro intento è offrire al pubblico un’esperienza musicale di “Dance-Live”. Nelle nostre performance infatti suoniamo dal vivo la batteria, il basso a corda, l’armonica, il synth e la voce.
Quindi vi definireste più musicisti, più dj’s o più producers musicali?
L: Io suono e produco da diversi anni.. ho iniziato con una band di nome Frost.. con loro ho vinto Arezzo Wave suonando di spalla a Groove Armada e Little Louie Vega (Masters at Work).. ho partecipato al reality show girato a Londra “MTV A CUT” con Anastacia e Wade Robson.. vinto il premio come miglior musica prodotta per la nuova Suzuki all’ “MTV MUSIC AWARD 2010” a Madrid..
Poi ho incontrato James, che è un Dj/Promoter.. e come tale ha una visione più “dall’alto” delle cose e delle ottime idee e public relations.
Raccontateci delle vostre origini ed influenze musicali
J: ecco..in questo siamo molto diversi… (ridono, ndr) ma abbiamo imparato a nutrire rispetto per ogni genere musicale. Io parto dallo ska, dall’indie-pop e dal rock per poi approdare al genere elettronico e all’elettro new disco.
L: Posso dire di aver iniziato con la chitarra elettrica e i Nirvana…
Come sapete la rubrica si chiama “London calling”, quindi noi chiediamo agli artisti che intervistiamo che cosa ha determinato la chiamata verso la capitale Britannica. La vostra qual è?
J: questa è una storia interessante, diciamo dovevamo formare “Fanny Games” con un componente dei Babyshambles.. poi il suo progetto solista ha preso il via e non ha avuto più tempo per noi… vi pare buona come scusa?
Allora vi chiedo com’è oggi la scena musicale di Londra, come vi ci trovate e quale contributo pensate di poter dare
J: Londra è sempre stata un meltin’ pot di generi musicali, ma devo dire che soprattutto negli ultimi due anni la scena è cambiata. L’esplosione di alcuni generi come la dubstep e l’hyperdub da un lato, e l’elettro – deep – techno dall’altro, inevitabilmente hanno cambiato il modo di fare musica di tutti.
L: Londra è sicuramente un luogo dove c’è grande attenzione alla cultura musicale… ci si sente “ascoltati”.. dire la tua diventa una cosa spontanea e naturale… non c’è bisogno di urlare più forte degli altri…
Parliamo infatti dell’esperienza del live: voi lo avete definito una condizione necessaria alla vostra stessa esistenza. Perché?
J: Come ho già detto prima, con Fanny Games noi portiamo avanti una filosofia del live e in un certo senso vogliamo arrivare a dire che la musica elettronica dev’essere necessariamente suonata dal vivo!
Per questo stiamo anche progettando di arricchire i nostri live con dei visual show.
L: Al di là dell’esigenza espressiva che si ha quando vorresti suonare uno strumento piuttosto che premere il play di un cd player (questo lo puo fare chiunque)… la performance live lascia un qualche cosa in più allo spettatore rispetto ad un normale “live set” dove magari 3/3 della “band” è nascosta dietro lo schermo del proprio laptop!
Abbiamo già anticipato i vostri progetti, vi chiedo di chiudere questa intervista presentando voi stessi il mix che ci avete preparato
J: Nel mixtape c’è un omaggio speciale ad Amy Whinehouse, ai Muse e agli anni 70 e 80.
Il tema di questo mixtape è “Il Flusso Temporale”: la musica è l’unico mezzo possibile al viaggio nel temopo! I brani, anche se remixati mantengono sempre inalterata la propria identità.
Beh ragazzi grazie. In bocca al lupo, anzi good luck, sia per la prossima serata (stasera, ndr) che per i progetti futuri.
Sicuramente non è più un gioco, ma la vena fanny, quella no, non l’hanno persa.
Enjoy!
Dafne Natale Spadavecchia

